Tutti i musei per bambini a Torino

bambiono museo auto torino

Anche se Arturo è ancora piccolo, amiamo molto i musei e ne abbiamo visitati davvero tanti insieme, ma devo ammettere che i musei per bambini a Torino, o quanto meno quelli dove io porterei un bambino, sono tantissimi: ne ho trovati 19. Non so neanche se ce la farò mai a vederli tutti, anche se ho delle priorità, anche in base all’età di Arturo. Qui  trovate una guida completa con tante informazioni ulti, se siete tusisti o se, come me, siete genitori a Torino.

In questo articolo sui Musei per bambimbini a Torino troverai troverai

1. Musli, museo della scuola e del libro d’infanzia
6. Infinito, il museo dell’Astronomia e dello spazio
3. Museo egizio
4. Museo del cinema e Mole Antonelliana
5. Maca, museo come ambiente
6. Mao, museo arte orientale
7. Museo regionale di scienze naturali
8. Mufant, museolab del fantastico e della fantascienza
9. Museo della Frutta
10. Museo Lavazza
11.Museo Nazionale dell’automobile “Avv. Giovanni Agnelli”
12. Museo nazionale della montagna
13. Museo del risparmio
14. Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso
15. Museo di Anatomia umana Luigi Rolando
16. Museo Civico Pietro Micca e dell’assedio di Torino del 1706
17. Museo della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei diritti e delle Libertà
18. Museo della Radio e della televisione Rai
19. Officina della Scrittura

Musli, museo della scuola e del libro d’infanzia

Il MUSLI – Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia è un suggestivo percorso nel mondo della scuola e del libro tra Ottocento e Novecento e propone due itinerari di visita. E’ un museo che a noi è piaciuto moltissimo, leggi la mia giornata con Arturo al Musli.

Tra banchi, pennini e materiali didattici vari, senza dimenticare l’aspetto del gioco, la visita del Percorso Scuola consente di avvicinarsi in modo coinvolgente e diretto alla illustre tradizione pedagogica e editoriale della città di Torino e della nostra Regione.

L’esposizione si sviluppa su quattro piani ed è collocata in un’ala di Palazzo Barolo in cui è possibile visitare, tra le altre cose: L’Aula di Cuore, La scuola per ridere, L’asilo del primo Novecento, una sala interamente dedicata alla figura di De Amicis, di cui nel 2008 è stato celebrato il centenario dalla morte.

Il MUSLI ospita anche il Percorso Libro, dedicato alla storia della letteratura per l’infanzia. Il percorso valorizza il ricco fondo storico internazionale di 20.000 pezzi (libri, disegni originali, giochi dal Settecento alla metà del Novecento) conservato presso l’archivio e la biblioteca della Fondazione Tancredi di Barolo, che costituisce il nucleo più importante legato alla storia dell’illustrazione e della letteratura per l’infanzia e scolastica presente sul territorio.

Tra libri pop up, preziose edizioni storiche e postazioni multimediali interattive, il Percorso propone un vero e proprio viaggio incantato alla scoperta dei libri per ragazzi di Ottocento e Novecento: un viaggio nel passato ma con lo sguardo rivolto al futuro, attraverso un costante collegamento tra il patrimonio storico dell’editoria per ragazzi e le potenzialità delle nuove soluzioni multimediali. Completa l’allestimento la ricostruzione della Tipografia ottocentesca degli Eredi Botta, presenza storica nei locali di Palazzo Barolo.

Dove: Via delle Orfane, 7 – Ingresso Museo Via Corte d’Appello, 20/C

Contatti: 011 19784944, Email info@fondazionetancredidibarolo.it | didattica@fondazionetancredidibarolo.com; sito

Infinito, il museo dell’Astronomia e dello spazio

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Foto Tripadvisor

Infini.to è composto dal Museo interattivo dell’Astronomia e dello Spazio e da un Planetario digitale tra i più avanzati d’Europa.

È un moderno museo della scienza che ospita numerose installazioni interattive che permettono al visitatore di sperimentare e approfondire temi astronomici. Viaggi spaziali verso la Luna e future missioni, simulazioni della forza di gravità su Giove, manipolazione del campo magnetico, visioni 3D dell’Universo e passeggiate tra migliaia di stelle ripercorrendo le più recenti scoperte cosmologiche sono alcune delle attività offerte dal museo.

Luce e suoni provenienti dallo Spazio accompagnano il pubblico già dai primi piani del Museo fino ad addentrarsi in luoghi misteriosi alla scoperta dei veri segreti cosmici. La visita a Infini.to inizia dall’ingresso e prosegue per tre piani a discendere e ripercorre l’avventura dell’uomo alla scoperta dell’Universo: un viaggio tra pianeti, stelle e buchi neri alla ricerca delle origini del cosmo e delle forze che lo regolano.

Gran parte delle informazioni che oggi abbiamo sullo Spazio vengono captate da telescopi posti sulla superficie terrestre oppure da satelliti in orbita intorno alla Terra. Grazie a questi sofisticati strumenti possiamo osservare il cielo e gli oggetti che lo popolano a diverse frequenze e, grazie ad una delle postazioni di Infini.to è possibile interagire con lo spettro elettromagnetico semplicemente animando le teche che contengono alcuni oggetti di uso comune.

ll programma del Planetario varia nei diversi periodi dell’anno e i suoi spettacoli sono periodicamente rinnovati attraverso la collaborazione con i maggiori planetari internazionali.

I visitatori di Infini.to hanno a disposizione SpazioApp, una nuova guida interattiva tramite tablet realizzata con un’attenzione specifica per persone differentemente abili, quali ciechi, ipovedenti o sordi, che permette di muoversi facilmente all’interno degli spazi espositivi e sperimentare gli exhibit interattivi.

  • Dove: Via Osservatorio 30 Pino Torinese (TO)
  • Contatti: 011 8118740; info@planetarioditorino.it, sito

Museo Egizio

museo egizio bambina
Museo Egizio di Torino, fotoFacebook

Non ha bisogno di presentazioni poiché famoso in tutto il mondo. Noi lo abbiamo visitato: leggi il nsotro racconto del Museo egizio di Torino. Nato nel 1824 il Museo Egizio – è il più antico museo dedicato alla civiltà sviluppatasi sulle rive del Nilo e vanta la seconda collezione di antichità egizie del mondo nonché la più importante al di fuori dell’Egitto. Nell’aprile 2015, il Museo ha portato a compimento un importante progetto di rinnovamento coniugando le esigenze della ricerca scientifica con quelle di fruizione del pubblico. Attualmente lo spazio museale è di circa 10.600 mq  e presenta 3300 oggetti esposti secondo un criterio cronologico che va dal 4900 a.C. al 750 d.C.

Del museo fanno parte numerose statue, sarcofaghi e corredi funerari, mummie, papiri, amuleti, gioielli. Tra gli oggetti esposti spiccano per la loro importanza:

il Tempio Rupestre di Ellesija, fatto costruire dal Faraone Thutmose III e donato dall’Egitto all’Italia dopo che nel 1965 il Museo Egizio di Torino lo salvò dal pericolo di essere sommerso del lago Nasser. Lo Stato Italiano donò quindi poi il Tempio allo museo.

le statue delle dee Iside e Sekhmet e quella di Ramesse II,

il Papiro delle miniere d’oro, la mappa delle miniere della zona nel nord-est del Sudan, sede dell’antico insediamento urbano di Berenice Pancrisia

la tomba intatta di Kha e Merit, risalente alla XVIII dinastia in cui furono sepolti l’architetto Kha e sua moglie Merit con il corredo funerario e che fu ritrovata dall’egittologo italiano Ernesto Schiapparelli

i rilievi di Djoser, faraone della III dinastia Egiziana

Grande attenzione ai bambini al museo Egizio, con percorsi liberi di 60 o 150 minuti, studiati per le famiglie e un vero e proprio family tour. e poi ci sono percorsi di visita tematici in cui, accompagnati da una guida potete scoprire abitudini e costumi della vita quotidiana degli antichi egizi. A casa di Kha, Animali o Dei, Forze divine e Formule magiche sono solo alcuni dei percorsi che potrete provare per vivere la storia del Museo. Consultate l’elenco delle visite guidate.

  • Dove: via Accademia delle Scienze, 6 Torino
  • Info: 011 5617776 info@museoegizio.it | info@museitorino.it

Museo del Cinema e Mole antonelliana

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Il Museo nazionale del cinema Fondazione Maria Adriana Prolo è uno dei musei del cinema più importanti del mondo ed è l’unico museo del genere in Italia. Il Museo ha sede nella suggestiva Mole Antonelliana, monumento simbolo della città di Torino ed opera dell’architetto Alessandro Antonelli.

Il Museo Nazionale del Cinema, tra i più importanti al mondo per la ricchezza delle collezioni, ha sede all’interno della Mole Antonelliana, monumento simbolo della Città di Torino. Ciò che rende davvero unico il Museo è la peculiarità del suo allestimento, articolato su più livelli espositivi, che investe il visitatore di continui e inattesi stimoli visivi e uditivi, proprio come capita quando si assiste alla proiezione di un film capace di coinvolgere ed emozionare.

Delle varie collezioni del Museo del Cinema di Torino fanno parte foto, video e film, manifesti e locandine, apparecchiature cinematografiche, scatole ottiche, bozzetti, costumi e pezzi di scenografie di film. Uno dei pezzi più rappresentativi delle collezioni è sicuramente l’imponente statua del Dio Moloch usata nel film Cabiria del 1914 che si trova al piano terra. Allo stesso livello è allestita una elegante sala cinematografica con tanto di poltrone rosse dove viene proiettato il film Cabiria appunto, il primo grande colossal del cinema italiano. La visita continua “scalando” la Mole Antonelliana per scoprire com’è nata e sviluppata la settima arte, camminando tra cimeli, lanterne ottiche e attrezzature cinematografiche antiche e moderne. Un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’affascinante mondo del cinema.

All’interno del Museo del Cinema si trova l’ascensore panoramico della Mole. Realizzato in cristallo trasparente, l’ascensore effettua la sua corsa in meno di un minuto raggiungendo il “tempietto” della Mole posto a 85 metri di altezza da cui si può godere di una bellissima vista panoramica sulla città di Torino.

Il Museo Nazionale del Cinema  organizza anche una proiezione mattutina dedicata alle famiglie con bebè e bambini piccoli al Cinema Massimo.

  • Dove: Via Montebello, 20 Torino
  • Info: 011 8138511 Email, info@museocinema.it, prenotazioni@museocinema.it

Maca, museo come ambiente

Foto Milizia

Il MAcA è un museo interattivo focalizzato sui temi ambientali con percorsi pensati per riflettere, divertendosi, su come interagiamo con l’ambiente e come possiamo preservarlo.

Il Museo ha l’obiettivo di sviluppare la conoscenza dei meccanismi che governano l’utilizzo delle risorse necessarie allo sviluppo umano con particolare riferimento a: acqua, energia, scarti, alimentazione e si propone di monitorare gli avanzamenti tecnologici e l’adozione di comportamenti virtuosi in ambito ambientale perseguendo collaborazioni con il mondo della ricerca scientifica e delle imprese più innovative.

Il coinvolgimento del pubblico è una parte fondamentale della missione di questo museo: l’offerta didattica arricchita di nuove proposte modulabili in base alla fascia d’età e un programma di attività laboratoriali per il pubblico generale, nel fine settimana, ne costituiscono i pilastri fondamentali.

Senza trascurare il piacere della scoperta, del divertimento e del gioco, modalità fondamentali per continuare a imparare confrontandosi con i temi, per certi versi complessi, in mostra presso il MAcA.

Il museo offre exhibit, laboratori, percorsi didattici che incoraggiano l’esplorazione e diffondono la cultura ambientale ed è sede di mostre temporanee.

Dove: Corso Umbria, 90 Torino

Info:  011 0702535, info@acomeambiente.org, Maca

Mao, museo arte orientale

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Il MAO ha sede nello storico Palazzo Mazzonis e ospita una delle raccolte artistiche asiatiche più interessanti d’Italia. Frutto della necessità di fruire di un nuovo strumento per la conoscenza di mondi lontani, il MAO accoglie le collezioni orientali già precedentemente conservate nel Museo Civico d’Arte Antica ma deve molto anche al contributo dei reperti provenienti dalle collezioni della Regione Piemonte, della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Agnelli.

È obiettivo del museo custodire e rendere note al pubblico opere emblematiche della produzione artistica orientale e divenire un accesso privilegiato a studiosi della cultura asiatica. L’allestimento interno, prevede l’esposizione di circa 2.200 opere, alcune di notevole rilevanza, disposte in cinque sezioni.

L’atrio d’ingresso, in cui è stato realizzato un ampio spazio vetrato, ospita i giardini zen giapponesi, con sabbia e muschio. Questo è il punto di partenza per visitare le cinque aree, caratterizzate da scelte cromatiche e stilistiche differenti, con ampio uso di teak, acciaio, vetro.

Il  piano nobile ospita la Galleria dedicata all’Asia Meridionale e la Galleria Cinese.

La prima raccoglie opere dell’arte del Gandhara, che si sviluppò a partire dal I secolo d.C. in una regione posta tra i moderni Pakistan e Afghanistan ed è caratterizzata dalla compresenza di elementi ellenistico-romani, indiani, iranici e centro-asiatici. La collezione di arte indiana è rappresentata da sculture in pietra di ambito sia buddhista, sia induista. L’arte del Sud-Est asiatico raccoglie opere provenienti da Cambogia, Thailandia e Birmania.

La Galleria Cinese, che espone armi e vasi neolitici, bronzi rituali della Cina pre-imperiale e una preziosa selezione di statuette delle dinastie Han e Tang, è incentrata soprattutto sulle manifestazioni dell’arte funeraria in ceramica, bronzo, legno e pietra e presenta opere dal IV millennio a.C. al X secolo d.C.,

Segue la prima parte della Galleria Giapponese, dove si possono ammirare i grandi paraventi dipinti e una serie di sculture lignee laccate e dorate. Al secondo piano la galleria prosegue con l’esposizione di dipinti, stoffe e preziose stampe.

Al terzo piano si trova la Galleria Himalayana che ospita opere da Ladakh, Tibet, Nepal, Sikkim e Bhutan, pregiati rari esemplari di thang-ka tibetani e sculture in bronzo; degna di nota è la parte dedicata all’esposizione dei manoscritti dalle preziose copertine lignee.

Il quarto piano conclude il percorso con la sala, dedicata all’arte che ospita tessuti, ceramiche, bronzi nonché rari manoscritti persiani e copie calligrafiche del Corano, opere che provengono da Turchia, Siria, Iraq, Iran e dalle repubbliche dell’Asia Centrale

Il museo è sede di mostre temporanee, workshop, conferenze e organizza eventi e attività didattiche dedicate anche alle famiglie.

  • Dove:  Palazzo Mazzonis – Via San Domenico, 11 Torino
  • Info:  011 4436932, mao@fondazionetorinomusei.it, Mao

Museo regionale di scienze naturali

Museo regionale di scienze naturali torino

Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, situato nel prestigioso edificio progettato nel XVII secolo da Amedeo di Castellamonte, un tempo sede dell’Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista e della Città di Torino, è stato istituito nel 1978 dalla Regione Piemonte con lo scopo di salvaguardare e valorizzare un patrimonio scientifico unico in Italia. Si tratta delle collezioni storiche naturalistiche dei Musei universitari torinesi integrate con esemplari e campioni acquisiti dal Museo regionale a partire dagli anni ottanta del Novecento e confluiti nelle sezioni di Botanica, Entomologia, Mineralogia-Petrografia-Geologia, Paleontologia e Zoologia.

Il complesso si compone di sale espositive permanenti, di spazi per le mostre temporanee,  di laboratori per le attività didattiche e di una biblioteca specialistica impreziosita da un ricco fondo di libri antichi.

Nel 2013 sono state inaugurate nuove sale espositive permanenti in cui viene presentata la straordinaria diversità del mondo naturale e il modo in cui questa si esprime attraverso un’innumerevole varietà di forme e strutture, suoni e colori, comportamenti e adattamenti; il percorso espositivo dal titolo“Lo spettacolo della natura. Storie di scienza e di mondi da conservare”, si sviluppa su una superficie di circa 2.000 m2 ed è caratterizzato da un suggestivo allestimento interattivo e multimediale.

  • Dove: Palazzo Mazzonis – Via San Domenico, 11, Torino
  • Info:  011 4436932,  mao@fondazionetorinomusei.it

Mufant, museolab del fantastico e della fantascienza

Mufant museolab del fantastico e della fantascienza

Il MUFANT – Museo del fantastico e della fantascienza è un piccolo museo interamente dedicato a tematiche fantastiche e fantascientifiche. Vi si trovano collezioni che afferiscono alle differenti espressioni di questa tematica: letteratura, cinema, fumetto, collezionismo,modellismo, televisione, illustrazione.

Nato nel 2009 ad opera di due esperti e appassionati, Silvia Casolari e Davide Monopoli, che hanno coinvolto nel progetto altri esperti e collezionisti. La sua creazione è avvenuta attraverso il lavoro volontario dei suoi creatori e la partecipazione spontanea di tutti gli altri collaboratori. Nel corso del tempo, il museo è andato arricchendosi di materiali provenienti dalle collezioni dei fondatori e dalle collezioni di amici e sostenitori, nonché appassionati del genere fantastico e fantascientifico.

La collezione permanente del museo include 5.000 pezzi e oggetti: libri, illustrazioni, manifesti, locandine, modelli, dischi, gadget, francobolli, riviste.

La collezione è alquanto eterogenea: materiali ottocenteschi, soprattutto libri illustrati e non, stampe e cartoline; riviste di fantascienza pulp di inizio Novecento; oggetti, modelli e riviste degli anni cinquanta, come i primi robot giapponesi e le prime riviste italiane di fantascienza, sezioni specifiche dedicate alle serie cinematografiche e televisive degli anni sessanta e settanta, come Star Trek e Guerre stellari, sezioni dedicate a tematiche specifiche, come i robot, le città del futuro, gli alieni, Jules Verne, la televisione italiana di fantascienza, la proto fantascienza italiana, ecc.

Delle collezioni fa parte anche una piccola biblioteca con circa 3.000 libri e 2.000 fumetti. Tutte le collezioni sono di proprietà dei fondatori e dei numerosi collezionisti che fanno parte del comitato organizzativo.

Il museo è sede di mostre temporanee e eventi correlati.

  • Dove: Via Reiss Romoli, 49 bis Torino
  • Info.  349 8171960, info@mufant.it

Museo della Frutta

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Il Museo della Frutta presenta la collezione di mille e più frutti artificiali plastici modellati nella seconda metà dell’Ottocento da Francesco Garnier Valletti (1808 – 1889), geniale ed eccentrico artigiano, artista e scienziato.

Il Museo propone il confronto fra le molte varietà di frutta coltivata a fine Ottocento, e così perfettamente documentate da Garnier Valletti, con quelle presenti oggi sul mercato. Ciò permette una riflessione sull’evoluzione della produzione e del consumo ortofrutticolo e l’evoluzione degli interessi della ricerca, in particolare nei settori dell’orticoltura, della frutticoltura e della conservazione dei prodotti agricoli.

Un tuffo nel passato che costituisce anche l’occasione per riflettere sul tema, attualissimo, della biodiversità.

Il Museo della Frutta è collocato nel Palazzo degli Istituti Anatomici, insieme al Museo di Anatomia umana “Luigi Rolando” e al Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso”.

Questo polo museale offre una visione articolata e complessa del positivismo scientifico che, tra fine Ottocento e inizio Novecento, ha avuto in Torino un centro propulsivo su scala nazionale.

La collezione pomologica è costituita più di 1000 esemplari tra pere (501), mele (295), pesche (67), susine (20), ciliegie (53), albicocche (56) e uva (10). I frutti sono esposti nei mobili originali in cui furono collocati nel 1928. La collezione è di proprietà della Sezione operativa di Torino dell’ex Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante (ora C.R.E. A.- Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) ceduta in comodato alla Città di Torino dal 2000.

  • Dove: via Pietro Giuria, 15 Torino
  • Info:  011 6708195, info-museodellafrutta@comune.torino.it

Museo Lavazza

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Museo interattivo per gli appassionati del caffè, in particolare del marchio che dà il nome: Lavazza. Nella visita si ripercorrono tutte le fasi di lavorazione per i caffè classici ma anche per quelli innovativi.

Si può seguire la nascita fino ai giorni nostri della famiglia Lavazza, che ha creato e portato avanti il proprio impero basandosi sul caffè.

Si possono toccare i chicchi, sentire gli aromi, entrare nel furgoncino del caffè on the road.

Originale è la possibilità di utilizzare delle tazzine che, posizionate in posti prefissati, arricchiscono il racconto interattivo presente in tutto il museo.

Al piano superiore sono allestiti pupazzi, set televisivi e pubblicità più famose che hanno contribuito alle vendite del caffè. E qui i bambini si divertono moltissimo. Sempre lì, con la tazzina posizionata nei vari set, si può ottenere una foto ricordo della pubblicità preferita. Infine si riscende finendo la visita nel bar dove si può degustare il classico caffè e, l’indimenticabile, spuma al caffè all’azoto liquido.

  • Dove: via Bologna 32/a Torino
  • Info: 011 2179621, info.museo@lavazza.com, sito: Museo Lavazza

Museo Nazionale dell’automobile “Avv. Giovanni Agnelli”

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Fondato nel 1932, il Museo Nazionale dell’Automobile è oggi uno dei musei di carattere tecnico-scientifico più famosi al mondo. Nel 2011 ha subìto un’importante ristrutturazione architettonica che ha reso il suo volto contemporaneo e avveniristico, ma che soprattutto ha contribuito a posizionare in modo dinamico e interattivo la nuova realtà museale all’interno del panorama culturale italiano.

Un percorso disseminato di approfondimenti multimediali, video, supporti touch screen, istallazioni e multiproiezioni realizzate appositamente per coinvolgere le nuove generazioni di visitatori attraverso gli strumenti e le nuove tecnologie che meglio le rappresentano, evidenziando ancora di più la vocazione educativa, oltre che conservativa, del Mauto.

Il percorso di visita si articola su tre piani partendo dall’alto: L’automobile e il Novecento al secondo piano, L’uomo e l’automobile al primo piano e L’automobile e il design al piano terra. Attraverso una APP dedicata è possibile scoprire una collezione tra le più rare e interessanti nel suo genere, con quasi 200 automobili originali di 80 diverse marche, dalle prime vetture a vapore del 1769 fino alle più recenti.

All’esposizione museale si aggiungono un’area mostre temporanee, uno spazio eventi, un centro congressi, oltre al centro didattico, al bookshop e alla caffetteria-ristorante. Il Centro di Documentazione, tra i più preziosi in Europa per la singolarità delle sue collezioni, è aperto al pubblico ed è attiva la consultazione online del catalogo sia della parte libraia che di quella archivistica.

  • Dove: Corso Unità d’Italia, 40 Torino
  • Info:  011 677666 | 011 677667 | 011 677668: info@museoauto.it

Museo nazionale della montagna

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Il Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi è al Monte dei Cappuccini, in una posizione panoramica dalla quale si possono ammirare un lungo tratto di Alpi e la sottostante città. L’idea di costruire un Museo nacque nel 1874 tra i primi soci del Club Alpino Italiano, che da un decennio era nato nella stessa città.

Il Museo oggi non è solo più il conservatore di memorie, è una struttura di studio, di documentazione, di promozione della montagna, anzi delle montagne. La visita al Museo potrebbe paragonarsi alle modalità di un’ascensione che culmina sulla terrazza dalla quale, dopo aver “incontrato” nei due piani sottostanti, ripartita in otto tappe la montagna, la sua storia, la sua civiltà, le sue genti, finalmente e direttamente, la si vede, in uno scenario che varia in continuazione, secondo le stagioni e le ore del giorno, al naturale.

La Sezione Didattica propone percorsi ludico educativi che permettano ai bambini di relazionarsi e interagire con le tematiche che contraddistinguono il Museo: l’alpinismo, l’esplorazione, le montagne, il Polo. L’esperienza del gioco e del divertimento fa sì che i ragazzi entrino in contatto con le collezioni e rivivano quelle emozioni che custodiscono le sue sale espositive.

Il viaggio alla scoperta del Museo permette anche ai più giovani di acquisire un bagaglio di nozioni e sensazioni essenziali per un’avventura a diretto contatto con la montagna.

Il museo è sede di mostre temporanee, attività didattiche, conferenze, attività per le famiglie ed eventi.

  • Dove: Piazzale Monte dei Cappuccini, 7 Torino
  • Info:  011 6604104, posta@musemontagna.org,  sito

Museo del risparmio

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Fondato dal Gruppo Intesa San Paolo, il Museo del Risparmio è stato pensato come un luogo interattivo e divertente dove poter approfondire gli aspetti ed i concetti legati alle tematiche del risparmio, dei soldi e dell’investimento. Il tutto è stato organizzato utilizzando un linguaggio semplice, così da essere accessibile anche ai più piccoli.

Nel percorso museale si trovano diversi video dove è possibile ascoltare personaggi famosi che spiegano diversi aspetti della storia e della natura della moneta. Durante la visita i più piccoli potranno imparare il significato e l’uso del denaro e divertirsi con numerosi giochi pensati appositamente per loro, per fargli capire come gestire le risorse.

Interessante per gli adulti invece è la parte storica che si propone di spiegare gli sviluppi e le vicende legate al denaro e alla sua gestione. Un modo per capire alcuni aspetti della moneta che non siamo mai riusciti ad approfondire.

Attraverso l’uso del materiale interattivo, il Museo del Risparmio vuole stimolare la partecipazione attiva dei suoi visitatori. Questa visita interattiva è accompagnata dalle due mascotte, For&Mika, neanche a dirlo due allegre formichine parsimoniose.

Un museo particolare pensato per tutta la famiglia dove poter passare qualche ora imparando e divertendosi con un argomento che spesso può sembrare noioso ed un po’ ostile, ma che è importante nella vita di tutti i giorni.

L’ultima sala del Museo, inaugurata il 31 ottobre 2017 in occasione della Giornata mondiale del Risparmio, è interamente dedicata al simbolo del risparmio: ospita infatti una collezione di oltre 1500 salvadanai (esposti a rotazione) provenienti da tutto il mondo, di epoche, forme, materiali e dimensioni diverse.

Il museo organizza attività didattiche e attività per le famiglie.

  • Dove: via San Francesco d’Assisi 8/A Torino
  • Info: info@museodelrisparmio.it

Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso

lombroso teste

Unico al mondo per il suo genere, il Museo è dedicato a Cesare Lombroso (1835 – 1909), fondatore dell’antropologia criminale. Il Museo tratta i temi della devianza, con particolare riguardo alla criminalità e alla pazzia. Non è un museo strettamente per bambini,  e sicuramente non è indicato per i bambini piccoli, ma può essere altamente istruttivo e interessantisismo per i bambini più grandicelli, dai 10 anni in su.

L’allestimento fornisce al visitatore i concetti utili a comprendere come e perché Cesare Lombroso formulò la teoria dell’atavismo criminale e quali furono gli errori che lo portarono a fondare una scienza poi risultata errata.

Le collezioni comprendono preparati anatomici, disegni, fotografie, corpi di reato, scritti e produzioni artigianali e artistiche realizzate da internati nei manicomi e da carcerati della seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento.

Il restauro del museo ha interessato gli oggetti delle collezioni principali, fra cui quelle dei corpi di reato, delle maschere in cera e gesso, dei manufatti in carta, legno, tessuto. Inoltre sono stati anche recuperati gli intonaci e gli stucchi, con la tinteggiatura originaria, i pavimenti in “seminato” veneziano e le vetrine espositive.

Tutte queste operazioni sono state svolte tra il 2006 e il 2009 in stretta collaborazione con le Soprintendenze competenti.

Il percorso espositivo si articola in nove sale. Il museo conserva un ricco archivio storico consultabile in parte online e in parte su appuntamento.

Il Museo di Antropologia Criminale propone: visite guidate per le scuole di ogni ordine e grado, eventi nazionali ed europei, come “La Notte dei Musei” e “La Notte dei Ricercatori”, concerti, conferenze, spettacoli teatrali e presentazione di libri.

  • Dove: via Pietro Giuria, 15
  • Info:  011 6708195, museo.lombroso@unito.it

Museo di Anatomia umana Luigi Rolando

modellino cervello

Il Museo di Anatomia Umana “Luigi Rolando” ha origine nel 1739 come museo anatomico nella Regia Università, con il favore di Re Carlo Emanuele III. Nel 1898, dopo vari trasferimenti, le collezioni di anatomia furono riallestite nell’attuale sede, il Palazzo degli Istituti Anatomici, in locali monumentali appositamente costruiti.

Poiché nel corso del Novecento l’allestimento non subì modifiche rilevanti, oggi è un eccezionale esempio di museo scientifico ottocentesco rimasto praticamente inalterato.

Le vetrine sono colme di preparati e quasi prive di testi esplicativi, come era usuale in un museo ottocentesco.

La scelta di non alterare l’atmosfera dell’epoca con interventi invasivi di comunicazione ha inevitabilmente penalizzato la possibilità di trasmettere direttamente messaggi scientifici. Per ovviare a tale mancanza, il visitatore può consultare tre postazioni video posizionate lungo il percorso di visita, schede di approfondimento in Italiano e inglese per ciascuna vetrina, una guida cartacea e una brochure.

Il Museo espone vetrine contenenti modelli in cera, in legno e in cartapesta e preparati anatomici a secco e in liquido. Queste categorie di oggetti corrispondono a due distinte fasi della museologia anatomica: la prima riguardante l’anatomia artificiale, che ha avuto il suo periodo di massimo splendore tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento e una seconda che tratta l’anatomia naturale, che si è affermata successivamente.

Il Museo organizza visite guidate per il pubblico. Le attività di ricerca e di studio delle collezioni permettono la catalogazione dei reperti del Museo. Attraverso l’attività editoriale, il Museo pubblica libri e volumi riguardanti la sua storia, le sue collezioni e il suo percorso di visita.

  • Dove: Corso Massimo D’Azeglio, 52 Torino
  • Info:  011 6707797 museo.anatomia@unito.it

Museo Civico Pietro Micca e dell’assedio di Torino del 1706

Museo Civico Pietro Micca e dellassedio di Torino del 1706

Il museo civico Pietro Micca è dedicato all’assedio di Torino del 1706 e alla figura storica di Pietro Micca. La costruzione è collegata al sottostante sistema di gallerie di contromina.

Si trovano esposti cimeli, fotografie, filmati e plastici che i preparatissimi volontari illustrao, spiegando i sistemi di difesa della città e le vicende militari dell’assedio di Torino del 1706, nonché gli avvenimenti storici antecedenti e successivi, durante la guerra di successione spagnola (1700-1713).

Dai locali espositivi si accede al sistema di gallerie di contromina di circa 400 metri, che si sviluppano a 6 e a 14 metri sotto il suolo cittadino. Le gallerie costituivano la difesa sotterranea avanzata integrando le fortificazioni della Cittadella, dove Pietro Micca morì facendo esplodere una mina per impedire un tentativo di intrusione dei soldati assedianti francesi.

Perfetto per i bambini appassionati di storia e eventi bellici, da abbinare a una visita all’Armeria Reale , una delle più ricche collezioni di armi e armature antiche del mondo insieme all’Armeria Reale di Madrid e a quella imperiale di Vienna che ha sede nella manica di collegamento tra Palazzo Reale e le Segreterie di Stato (oggi sede della Prefettura di Torino), all’interno di un complesso appartenente al sito UNESCO delle Residenze Sabaude, iscritto alla lista del Patrimonio dell’umanità dal 1997.

  • Dove: via Guicciardini, 7/A
  • Info:  011 546317 mpm@biblioteche.reteunitaria.piemonte.it | info@museopietromicca.it; sito

 

  • Dove: Armeria Reale, Piazza Castello, 191 – Biglietteria unica presso Palazzo Reale
  • Info:  011 543889- armeriareale@artito.arti.beniculturali.it

Museo della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei diritti e delle Libertà

Il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà è stato aperto al pubblico nel 2003 per iniziativa della Città di Torino. La storia e i valori della Resistenza, momento fondante della nostra Repubblica democratica, sono proposti al pubblico attraverso un allestimento originale e interattivo.

La memoria e la storia del secondo conflitto mondiale sono uno strumento per comprendere la nostra condizione presente; i diritti e le libertà fondamentali il filo conduttore per rendere attuali i valori espressi durante la Resistenza e la guerra di Liberazione.

Il concetto di “ museo diffuso” sottolinea lo stretto rapporto con il proprio territorio e l’impegno del Museo per la valorizzazione dei luoghi di memoria presenti nel tessuto cittadino.

L’allestimento permanente “Torino 1938-1948: dalle leggi razziali alla Costituzione” è un percorso multimediale che ci porta nella Torino del decennio che va dall’approvazione delle leggi razziali del 1938 alla promulgazione della Costituzione del 1948.

Nel corso del viaggio si rievocano la vita quotidiana sotto il regime fascista, durante la guerra e sotto i bombardamenti; l’occupazione tedesca; la Resistenza; il complesso ritorno alla vita democratica.

Ogni tappa propone una coppia di interviste a testimoni e un montaggio di film e documentari dell’epoca. Al centro, un grande tavolo interattivo racconta luoghi e momenti della storia cittadina. È parte della visita anche del rifugio antiaereo a 12 metri di profondità. Il percorso si conclude con la riconquista dei diritti sancita dalla Costituzione del 1948, presentata attraverso alcuni articoli emblematici.

Le attività educative sono al centro dell’attenzione del Museo, che propone visite guidate, laboratori e percorsi nei luoghi di memoria, rivolti alla cittadinanza e alle scuole.  Il portale della didattica mantiene un legame attivo con il mondo della scuola: qui si possono scambiare materiali ed esperienze didattiche e trovare materiali da utilizzare autonomamente in aula: didattica.museodiffusotorino.it

  • Dove: Corso Valdocco, 4/a Torino
  • Info:  Biglietteria: 011 01120780 | Uffici: 011 01120787 | Info e prenotazioni per le scuole: 011 01120796, info@museodiffusotorino.it, sito

Museo della Radio e della televisione Rai

museo radio tv torino

A pochi passi dalla Mole, presso il Centro di Produzione della RAI, è situato il Museo della Radio e della Televisione, un museo aziendale che raccoglie circa 1200 cimeli, materiali e apparati tecnico-professionali e di uso domestico.

La sala che ospita il Museo è dedicata alla memoria dell’ingegnere torinese Enrico Marchesi, pioniere della radiofonia italiana e primo presidente dell’EIAR, e si trova inserita all’interno del contesto produttivo del Centro di Produzione Televisivo e Radiofonico della RAI in via Verdi.

L’unicità della collezione risiede nel suo essere collezione RAI, strettamente collegata al patrimonio degli archivi e della storia aziendale, e come tale collegata alla storia sociale e all’evoluzione tecnologica del Paese.

Il materiale esposto è suddiviso secondo un percorso cronologico, dal telegrafo alla TV  Digitale, che mira ad evidenziare l’evoluzione delle varie aree della comunicazione (radio, TV, registrazione, telefonia) a partire dall’800 fino alla “convergenza” attualmente in atto resa possibile dalla rivoluzione digitale.

Gli apparati utilizzati da Marconi per l’esperimento della “telegrafia senza fili”, il trasmettitore ad arco Poulsen con il microfono ad acqua, le radio a galena, gli antichi apparati a tubi elettronici, altoparlanti a collo di cigno, registratori audio a filo e nastro d’acciaio, il primo microfono della radiofonia italiana, televisori meccanici a disco, l‘incisore di dischi fonografici possono essere ammirati prenotando telefonicamente.

Il museo è stato oggetto di riallestimento nel gennaio 2020, l’esposizione consente, ora, un viaggio nel mondo delle comunicazioni radiotelevisive, tra passato e futuro, dalla Tv analogica a quella digitale. Più interattivo e più  adatto ai bambini, grazie alle innovazioni apportarte, si potrà rivivere la storia della Rai attraverso apparecchi televisivi di epoche diverse, in cui il pubblico potrà “immergersi”: saranno proiettate su quattro schermi immagini dei festival di Sanremo degli anni ’60, ’70, ’90 e 2000 più quelle del 2019.

  • Dove: Via Giuseppe Verdi, 16
  • Info:  011 8104360, museoradiotv@rai.it

Officina della Scrittura

musei bambini torino officina-scrittura

Officina della Scrittura è il primo museo al mondo dedicato al Segno, attraverso un grande progetto che testimonia la nascita e l’evoluzione di un’invenzione straordinaria, quella della comunicazione non orale.

Nato nel 2016, è il luogo in cui viene raccontato e valorizzato tutto ciò che è legato alla cultura della scrittura e, più in generale, al segno dell’uomo: dalle pitture rupestri fino alle svariate forme della comunicazione contemporanea.

Un museo unico nel suo genere che presenta un perfetto mix di tecnologia e tradizione, attraverso un percorso organico che con le sue diverse anime racconta, emoziona, educa il pubblico di ogni età.

Ogni mese sono previste attività didattiche per le famiglie sugli svariati temi connessi al mondo della scrittura e del segno. Nel Museo e nell’Aula Didattica ci si potrà divertire con lettere, colori, tecniche artistiche e giochi per grandi e piccini.

  • Dove: Strada da Bertolla all’Abbadia di Stura, 200 Torino
  • Info: info@aureasigna.org, + 39 011 034 30 90, Officina della Scrittura

 

I  musei per bambini a Torino all’aperto

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E dopo 19 musei pensavate di aver visto tutto? Non è così. Un altra grande occasione che  Torino  offre alle famiglie e ai bambini è quella dei musei all’aperto, e anche in questo caso ho preparato una guida ragionata dei musei all’aperto a Torino e in Piemonte.

 

Se vuoi la mappa  dei musei italiani per bambini, consulta la nostra guida.

 

 

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