Tutti a bordo: viaggio sul sommergibile al Parco del Valentino

bambino in un sommergibile

 

Erano anni che passandoci davanti sfrecciando in bicicletta mi chiedevo “ma che ci fa un sommergibile al Parco del Valentino?”, ora che la domanda me l’ha posta il quattrenne mi è venuta voglia di scoprirlo. Così ho composto il numero dell’A.N.M.I.(associazione nazionale marinai italiani) e dall’altra parte una voce squillante e decisa ha risposto: “Marinai!”, incerta se mettermi sull’attenti o no, ho raddrizzato la schiena, spiegato il motivo della chiamata e sono stata immediatamente invitata a visitare lo storico reperto.

un sommergibile al Parco del Valentino

 

Il nostro cicerone si dimostrato gentilissimo, così come il presidente dell’associazione e gli altri militari in pensione che ci hanno permesso di visitare la sede nella sua interezza: dal bar del marinaio al primo piano della palazzina che si affaccia sul Po al piccolo museo al piano terra che nasconde cimeli e modellini e infine l’interno del sommergibile “parcheggiato” sulla riva del Po nei pressi di Ponte Isabella.

L’ ”Andrea Provana”: un sommergibile al Parco del Valentino

L’ Andrea Provana, così chiamato in onore dell’Ammiraglio piemontese che partecipò alla battaglia di Lepanto nel 1571, fu costruito nel 1915 nei cantieri Fiat San Giorgio di La Spezia e varato ufficialmente dalla Regia Marina il 27 Gennaio 1918. A settembre dello stesso anno, una settimana prima della fine della Prima Guerra Mondiale, il pesante, sicuro e affidabile sommergibile entrò in servizio.

Il suo uso fu quindi pacifico in quanto non partecipò mai ad azioni di guerra, venne usato per l’addestramento degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno e nel 1923 fu inviato durante la crisi di Corfù, insieme al gemello Barbarigo, come protezione da eventuali attacchi della marina greca.

Il sommergibile venne usato nuovamente per l’addestramento dei cadetti fino al marzo del 1927 quando il motore termico destro esplose ferendo diverse persone. Fu portato allora fino a La Spezia, ma lì, visto che la sua tecnologia era ormai obsoleta, si decise di non ripararlo e di mandarlo in pensione. La sua parte centrale fu però conservata e portata nel capoluogo piemontese per l’Esposizione Mondiale del 1928 nell’ambito della Mostra sulla Regia Marina. Cinque anni dopo, il sommergibile venne comprato dall’Associazione Marinai, che lo collocò nei pressi della propria sede, dove ancora oggi si trova ed è visitabile.

La marina piemontese

La prima domanda che ho posto è stata come mai esiste un’associazione di marinai in una città che non ha il mare? Mi viene prontamente spiegato che la storia della marina piemontese è millenaria e che vi sono tracce della presenza di una flottiglia dei Savoia già nel 1214 sul Lago Lemano. Una storia che ha attraversato i secoli, fino al 1881 anno della nascita dell’Accademia navale di Livorno, unione della Regia scuola di marina del Regno di Sardegna di Genova e di quella borbonica di Napoli.

La visita al  sommergibile al Parco del Valentino

Chiarito questo aspetto ci siamo infilati nella “pancia” del sommergibile dove ci viene immediatamente spiegata la distinzione tra i due mezzi subacquei: sottomarini e sommergibili.

I sommergibili hanno prestazioni di manovra e velocità minori quando sono sommersi dall’acqua – rispetto a quando sono emersi – perché sono stati progettati per navigare prevalentemente in superficie e immergersi per periodi limitati. I sottomarini invece sono nati proprio per navigare quasi sempre sott’acqua e hanno una forma più affusolata.

Il mezzo dentro il quale ci troviamo era lungo 67 metri ma se ne sono conservati solo 28, ovvero la parte centrale dove si trova la cabina di comando e la piccola cella dove si riposava il comandante. Gli spazi sono davvero angusti e ci si chiede come potessero viverci oltre 40/50 membri dell’equipaggio… La cucina e il bagno si trovano all’esterno pertanto potevano essere utilizzate solo quando il mezzo riemergeva e dovevano essere asciugati per poter essere utilizzati.

Il quattrenne è rimasto affascinato dalla quantità di leve, valvole e strumenti di bordo e, naturalmente, ha provato a manovrare il timone. Si è anche avventurato al piano superiore attraverso la ripida scaletta interna per provare il periscopio ma la guida ci ha spiegato che non è più funzionante perché i tedeschi durante la seconda guerra mondiale ne ha distrutto le lenti spaventati dall’idea che i nemici potessero spiarli.

L’avventurosa visita si è conclusa con un giro tra i tanti oggetti e le fotografie conservati nel piccolo museo navale: ad ognuno corrisponde una storia affascinante da scoprire e si potrebbero trascorrere ore intere in compagnia del nostro cicerone per tutti i segreti delle tecniche di spionaggio e dell’incursioni subaquee.

Torneremo sicuramente, abbiamo ancora decine di domande da porre e di cappelli da provare!

  • Indirizzo:Viale Marinai d’Italia, 1 – 10126 Torino
  • Visita guidata al Sommergibile:
  • Per ulteriori informazioni sul sommergibile e per prenotare la vostra visita potete contattar: l’ANMI di Torino al numero 011 696 32 45 o anmitorino@gmail.com

Autore: Elena Marcon

Elena Marcon, amante del buon cibo e dal buon vino e mamma di Arturo. Organizzatrice seriale di gite e viaggi  

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