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Musei per bambini all’aperto a Torino e in Piemonte

bambino murales torino

Allora ci siamo (pare), pochi giorni e potremo allargare un po’ i nostri orizzonti e le zona di passeggio. In molti siamo in trepidante attesa di poter portare i bambini al parco, sul lungoPo, in collina, sembra un miraggio nel deserto forse più a noi genitori che a loro. Se però, oltre al verde, al sole in fronte e all’aria fresca vi mancano anche le esposizioni e le opere d’arte, sappiate che a Torino e nei suoi dintorni vi sono alcuni musei all’aperto che potete visitare gironzolando con la testa all’insù e, fornendo ai bambini una mappa, organizzare una “caccia al dipinto” che li coinvolga attivamente. Ecco allora, sperando sia utile, una piccola guida di “Torino: musei per bambini a cielo aperto”.

Torino, musei per bambini a cielo aperto

Il Mau, museo di arte urbana di Torino

A Torino, tra i musei per i bambini all’aperto bisogna assolutamente citare il MAU , perchè è il primo progetto concretamente realizzato e tuttora in divenire, in Italia, di insediamento di arte contemporanea pubblica collocato e concentrato all’interno di una precisa porzione di spazio urbano di un grande centro metropolitano, sviluppatosi grazie al consenso degli abitanti con le opere realizzate quasi tutte su pareti di edifici privati.

torino musei per bambini allaperto mau murales balena rossa e sirena

Il quartiere in cui nasce è il Borgo Vecchio Campidoglio, un quartiere operaio di fine Ottocento che ha mantenuto fino ad oggi intatta la sua struttura a reticolo caratterizzata da case basse con cortili interni dotate di aree verdi, suddivise da strade strette e lastricate, e dalla presenza di botteghe artigianali, studi di artisti e locali di tendenza, e da un rapporto di comunanza tra gli abitanti tale da farne “un paese nella città”.

Il progetto del MAU nasce nel 1995 quando, nell’ambito di un progetto di riqualificazione, viene proposta ad un gruppo di professionisti ed istituzioni di cui fa parte il Presidente Edoardo Di Mauro, all’epoca Condirettore Artistico della Galleria d’Arte Moderna e dei Musei Civici Torinesi, che assume fin dall’inizio la Direzione Artistica, l’idea di inserire l’arte contemporanea come ulteriore elemento di rivalutazione del territorio.

Murale faccia torino musei per bambini allaperto mau

Fino ad oggi sono state allestite 165 opere murali permanenti realizzate da 102 artisti ed il MAU è diventato, grazie all’attivismo del suo nucleo dirigente ad onta degli scarsi mezzi, una media di 25.000 euro tra contributi pubblici e privati dal 2001 ad oggi, realtà conosciuta a livello cittadino e nazionale, oggetto di numerose tesi di laurea, e di visite guidate richieste anche dall’estero, particolarmente dalla Francia.

Il 90 % delle opere prodotte sono state collocate su pareti di edifici privati, il che fa del MAU un progetto unico di didattica allargata sull’arte contemporanea.

Il Museo d’Arte Urbana collabora con le realtà del commercio e dell’artigianato, con gli Istituti Storici come il Museo Diffuso della Resistenza, ed è convenzionato con Accademie, Licei ed Istituti Tecnico-Professionali.

murale pavone mau torino

Dal 2014 è stata aperta una sede al coperto, in via Rocciamelone 7c, denominata Galleria del Museo d’Arte Urbana, dove vengono organizzate mostre, performance, concerti, dibattiti, proiezioni ed attività didattiche ad ingresso libero.

  • Dove: Borgo Campidoglio: Via Nicola Fabrizi, Corso Tassoni, Corso Lecce, Via Levanna, Via Netro. Sede amministrativa in Via Rocciamelone 7 c
  • Orari: sempre visitabile
  • Contatti: 011 745580;  info@museoarteurbana.it

Il Toward 2030

Sempre all’insegna delle passeggiate naso all’insù pe r la città,  a Torino, tra i musei per bambin ia cielo aperto, segnaliamo le 17 più recenti opere di street art realizzate grazie al progetto “Toward 2030, What are you doing?”. Una domanda provocatoria che chiede allo spettatore che cosa sta facendo per il Futuro della città e del globo, in generale.

balena murale Toward 2030 torino

L’iniziativa Toward 2030 è stata fortemente voluta da Città di Torino e Lavazza, in collaborazione con ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile). È stata pensata per divulgare in maniera più efficace l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Entro il 2030, infatti, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dovranno essere realizzati a livello globale da tutti i paesi dell’ONU. Ambiente, lotta alla povertà e alla fame, energia rinnovabile, istruzione per tutti, salute e benessere di ogni persona, consumo responsabile. Questi sono i principali punti prefissati dalle Nazioni Unite, gli stessi che hanno ispirato i lavori dei murales torinesi.

In due anni, street artist nazionali ed internazionali hanno dato sfogo alla loro creatività, realizzando murales giganti che interagiscono con la cittadinanza.

Un bellissimo progetto che ha persino aggiunto un record per Torino, diventata una delle città con più opere di street art al mondo.

murale torino

Qui di seguito l’elenco:

  • Goal Zero – via Luigi Tarino 14 – Scultura Bronzea, Storia e Tradizione
  • Goal 1 – Lungo Po Antonelli 115 – No Poverty
  • Goal 2 – Via Egidi/Piazza Cesare Augusto 7 – Truly Urban Artists
  • Goal 3 – Via Berthollet 6 – Come le più belle cose
  • Goal 4 – Viale Ottavio Mai/ Lungo Dora Siena – 4Education: The Perfect Circle
  • Goal 5 – Corso Belgio 79 – La Città delle Dame
  • Goal 6 – Viale Virgilio/Orto Botanico – Lau Hala
  • Goal 7 – Corso Moncalieri 47 – Promise
  • Goal 8 – Via Giulia di Barolo 3 – Solitary Walker
  • Goal 9 – Via Nizza 199 – Progressive technology in your hands
  • Goal 10 – Via Plana 10 – Amylum, Triticum &Oryza Sativa
  • Goal 11 – Lungo Dora Siena 58 – Cernunnos
  • Goal 12 – Via Mantova 29 – Fade
  • Goal 13 – Via Parma 24 – The ode of collapse
  • 14 – Corso Margherita 140/ Via Cardinale Cagliero 1 – The Rubbish Whale
  • Goal 15 – Corso Palermo 40 – La Natura è un insieme vivente
  • Goal 16 – Corso Moncalieri 61 – Swimming Towards a New Existence
  • Goal 17 – Corso Giulio Cesare 20 – Intrecci

 

Informazioni:  011 0112 4749 – murarte@comune.torino.it

Sito: Toward 2030

Il PAV, il parco arte vivente

Il PAV-Parco Arte Vivente è un centro sperimentale d’arte contemporanea, concepito dall’artista Piero Gilardi e diretto da Enrico Bonanate che comprende un sito espositivo all’aria aperta e un museo interattivo inteso quale luogo d’incontro e di esperienze di laboratorio rivolte al dialogo tra arte e natura, biotecnologie ed ecologia, tra pubblico e artisti.

Il Parco è un territorio verde in continua evoluzione e occupa un’area ex-industriale di circa 23.000mq dove, oltre a Trèfle, installazione ambientale dell’artista Dominique Gonzalez-Foerster (2006) e Jardin Mandala, giardino progettato dal paesaggista Gilles Clément (2010), sono in progress altri interventi di natura relazionale e partecipata (Focolare, vincitore del Premio PAV 2012 e Urbees, progetto di apicoltura urbana, 2011, all’interno de La Foliedu PAV di Emmanuel Louisgrand, 2009).

L’Art Program, diretto da Piero Gilardi e curato da Marco Scotini, si sviluppa attraverso la realizzazione da parte di artisti italiani e internazionali di opere e installazioni d’arte contemporanea, interventi permanenti e temporanei sia negli spazi esterni sia nelle aree espositive interne.

PAV parco arte vivente

 

Il campo di indagine è l’Arte del vivente, una declinazione delle tendenze contemporanee che nel suo insieme comprende la Bioarte, la Biotech art, l’Arte transgenica e l’Arte cosiddetta ecologica; sperimentazioni che includono materiali organici e inorganici, e dove la vita – con le attuali riflessioni bioetiche sull’uso di determinate pratiche  – indotta anche attraverso mezzi biotecnologici.

Le Attività Educative e Formative, curate da Orietta Brombin, prevedono il coinvolgimento del pubblico in workshop e seminari condotti dagli artisti stessi, oltre a un programma aperto a tutti, con visite guidate, stage di formazione per insegnanti, operatori e studenti di tutte le età e per il pubblico adulto. Il programma propone itinerari di conoscenza teorica, workshop e laboratori in collaborazione con esperti di varie discipline, fornendo mezzi e materiali per vivere un’esperienza personale ricca di stimoli cognitivi, emotivi ed espressivi.

  • Dove: Via Giordano Bruno 31 Torino
  • Contatti: 235 +39 011 3182235 –info@parcoartevivente

Musei per bambini all’aperto in provincia di Torino

Il Macam, museo all’aperto di Maglione

Il Museo all’aperto di Maglione (TO) nato come Associazione senza scopo di lucro. Inizia la sua operatività nel 1985, e si è andato via via sviluppando; a oggi comprende un patrimonio di circa 160 lavori tra dipinti, sculture e installazioni distribuiti sui muri delle case, nei giardini e spazi comunali. Questo Museo a cielo aperto ha potuto prendere vita e arricchirsi grazie all’aiuto degli enti pubblici, in particolare la Regione Piemonte. Gli artisti, invitati dal MACAM a realizzare un’opera sono italiani e stranieri, e appartengono alle più diverse correnti.

Dove: Via Castello 2 Maglione (TO)

Contatti: 340 3407703 – info@macam.org

Musei per bambini all’aperto in Piemonte

Oltre ai musei all’aperto a Torino e in provincia, vi segnaliamo un bellissimo Parco-Museo all’aperto, in provincia di Asti.

Parco Quarelli ( Roccaverano)

Il Parco Quarelli  è la prossima meta che vorremmo visitare non appena gli spostamenti saranno consentiti.

I giudizi su questo parco situato nel paese della famosa robiola, sono entusiasti ed incantati. Poco conosciuto ma ricchissimo di opere contemporanee perfettamente inserite nel contesto naturale, percorso del Parco Quarelli parte dall’omonimo B&B.

Completamente gratuito e sempre aperto,  dalla passione per l’arte contemporanea e l’amore per le Langhe, buen retiro e luogo di residenza estiva sin dagli anni’ 70, è nato quasi per gioco il Parco d’Arte Quarelli.

parco quarelli a roccaverano
foto Trip advisor

Tanti artisti torinesi sono stati ospiti della tenuta, lasciando così man mano traccia indelebile del loro passaggio, non solo in casa ma anche in esterno, a perfetto corollario e complemento di quella meravigliosa terra ̶ Langhe-Roero e Monferrato ̶ che ha ottenuto recentemente un prestigioso riconoscimento entrando nel Patrimonio dell’Umanità Unesco. L’acquisto della casa e la successiva nascita del Parco d’Arte sono frutto di coincidenze della vita e del destino, che sicuramente hanno trovato il loro fulcro in Don Pierpaolo Riccabone, Parroco di San Giorgio Scarampi.

Insegnante di religione al Liceo Artistico Cottini di Torino, persona speciale e instancabile animatore di quei luoghi, nonchè e soprattutto caro amico di famiglia, è stato grazie a lui che tutto quel milieu artistico torinese dell’epoca ha iniziato a frequentare assiduamente i Quarelli, lasciando man mano testimonianze artistiche preziose. Con il tempo l’arte ha iniziato a spingersi oltre le pareti di casa, per entrare in contatto diretto con la natura e diventare parte del paesaggio. E’ nato così, in modo spontaneo, sviluppandosi e allargandosi sempre di più negli anni, il Parco d’Arte Quarelli, che al momento conta più di una ventina tra sculture e installazioni di grandi dimensioni, di artisti di fama o talenti emergenti.

  • Dove: Roccaverano, Regione Pianlavaggio, 16, (Asti)
  • Informazioni: +39 3343227376 – info@quarelli.it

Progetto “All’aperto” della Fondazione Zegna

Promosso dalla Fondazione Zegna, il progetto ALL’APERTO (a cura di Andrea Zegna e Barbara Casavecchia) nasce con l’intento di rendere più fruibile l’accesso all’arte contemporanea e ai suoi valori. Dal 2008 sviluppa nell’area attorno a Trivero una serie di opere permanenti realizzate “su misura”, rivolte sia alla collettività locale, che a tutti i visitatori.

oasi zegna dove dormire

Per il debutto, Daniel Buren ha incorniciato le terrazze panoramiche del Lanificio Zegna con”Le banderuole colorate, lavoro in situ, 2007, Trivero”: un arcobaleno di bandiere di sette tonalità diverse, che per effetto ottico sembrano fondersi in un unico colore.

Nel 2009, Alberto Garutti ha mappato il territorio e ne ha coinvolto gli abitanti tramite un congegno inedito: i cani del paese. E’ nata così una serie di 12 panchine in cemento, collocate nelle diverse frazioni, significativamente intitolata: “Dedicato alle persone che sedendosi qui ne parleranno”.

Nel 2011, è stata la volta de “I Telepati” di Stefano Arienti, una “scultura da adoperare”, composta da una rete di copertura Wi-Fi gratuita e dai gruppi di arcaiche “teste pensanti” in pietra che ne segnalano la presenza.

A settembre 2012, Roman Signer ha inaugurato con un’affollata azione pirotecnica il suo “Horloge”, una sorprendente “scultura-tempo” che scandisce il passaggio dei minuti senza ricorrere alle lancette.

Una grande performance collettiva ha segnato anche l’opening del progetto di Marcello Maloberti “I baci più dolci del vino” (2013), un nuovo “giardino delle delizie” per la comunità.

Nel 2014, Dan Graham ha realizzato “Two Way Mirror / Hedge Arabesque”, uno spettacolare e caleidoscopico padiglione in acciaio e vetro a riflessione differenziata (sia trasparente, sia specchiante) collocato nella cornice della Conca dei Rododendri dell’Oasi Zegna. Liliana Moro è la protagonista dell’edizione 2015.  La sua opera, intitolata “29,88 KMQ”, si divide in due parti: un nuovo “infopoint” all’ingresso di Trivero e una speciale mappa interattiva nell’Ufficio Pro Loco, dove la voce dell’artista conduce il pubblico alla scoperta delle installazioni di ALL’APERTO.

  • Dove: Fondazione Zegna, via Marconi 23, Trivero (Biella)
  • Contatti: (+39) 015 7591463 allaperto@zegna.com

 

Tra le gite all’aperto vicino Torino vi consiglio anche la passeggiata nel bosco in Val susa con le opere di Perron, leggete il racconto del mio week-end, è un luogo che ho amato molto.

 

Il Villaggio di Balma Boves in provincia di Cuneo

A quota 652 metri, sul Monte Bracco, tra le frazioni Rocchetta e Robella, si trova un caratteristico insediamento ricavato nell’anfratto della roccia, abitato fino agli anni ’50 del secolo scorso.
È “Balma Boves”, un piccolo villaggio adagiato sotto un enorme tetto di roccia (balma o barma significa appunto riparo sotto la roccia), che rappresenta un microcosmo agricolo autonomo e funzionale perfettamente conservato: ricovero per il bestiame , deposito per gli attrezzi agricoli, forno per la cottura del pane e lavatoio. Il tutto ispirato alla più ferrea regola di economizzare lo spazio.
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Balma Boves è facilmente raggiungibile a piedi dalla frazione Rocchetta con circa mezz’ora di cammino.
L’accesso avviene in un ambiente caratterizzato da castagni secolari che come vecchi signori osservano silenziosi le mulattiere selciate delimitate da uno steccato realizzato con lastre di pietra infisse nel terreno.
Balma Boves appare come d’incanto con la sua mulattiera in parte nascosta dietro la cascata, con i tetti piani caratteristici delle sue costruzioni, con le sue aie a gradoni disposte secondo regole precise sotto l’enorme sbalzo di roccia della Barma.
Il comune di Sanfront nel 2002 ha acquistato Balma Boves; il Comune e la Comunità Montana hanno disposto due interventi di restauro per la realizzazione di un museo sulla vita contadina, unico nel suo genere perché non solo permette di visitare il complesso architettonico, ma anche di conoscere la vita quotidiana degli abitanti attraverso la complessa e razionale articolazione urbanistica e la ricostruzione degli ambienti.
  • Dove: Monte Bracco Tra le Frazioni Rocchetta e Robella, 12030 Sanfront Italia (cuneo)
  • Info: Tel: 339/6908179 o sul sito

 

 

 

 

 

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Author: Elena Marcon

Elena Marcon, amante del buon cibo e dal buon vino e mamma di Arturo. Organizzatrice seriale di gite e viaggi  

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