Ecovillaggio nelle Langhe, LaCasaRotta il sogno di andare a vivere in campagna

Ecovillaggio nelle langhe LaCasaRotta viaggiapiccoli

Andare a vivere in un ecovillaggio nelle Langhe. Io ci sto pensando e sono andata a vedere. Ecco la mia giornata a LaCasaRotta, a Cherasco, in provincia di Cuneo.

Ecovillaggio nelle Langhe, per fuggire dalla città

Alzi la mano chi, cittadino per scelta o per necessità, non ha mai pensato “Basta! Mollo tutto scappo a vivere in campagna!”. Chi vive in grandi centri urbani spesso soffre la mancanza di spazio e di verde, è stressato dai ritmi frenetici, lamenta la cattiva qualità dell’aria e la necessità di dover “sistemare” i propri figli qualche parte sempre sorvegliati da qualcuno.  Durante il lockdown più duro queste problematiche si sono ulteriormente acuite, i balconi sono diventati l’unico spazio verso l’esterno e la domanda se è davvero questa la vita giusta da fare e da far fare ai nostri bambini si è fatta più impellente.

Una domanda che mi tormenta da tempo e che mi ha spinta ad informarmi su stili di vita alternativi, più sani, più sostenibili, meno dipendenti dalla grande distribuzione e da orari strettamente scanditi e ho scoperto un mondo che conoscevo poco ma che da sempre mi affascina molto: quello degli ecovillaggi.

 

Un mondo sterminato che questo articolo non pretende minimamente di esaurire ma talmente interessante a non poter essere ignorato.

Per capirci qualcosa in più mi sono rivolta a chi ne ha fondato uno a nemmeno un’ora da Torino, nelle Langhe, precisamente a Cherasco (di cui vi ho già parlato nell’articolo sul museo della magia ).

Il progetto di LaCasaRotta

A LaCasaRotta, questo il nome della comunità intenzionale, ci ha accolti Michela in una mattina di fine inverno illuminata da una calda luce che fa risaltare i materiali naturali con cui è stata completamente ristrutturata la cascina settecentesca, abitazione e sede del progetto che vede coinvolte sette adulti e 5 bambini di età diverse.

Il loro progetto di (de)crescita felice è cominciato 10 anni fa, quando Michela  e il suo compagno insieme ad un’amica decidono di fondare un’associazione per promuovere pratiche sostenibili in campo ambientale, agricolo, economico, architettonico, culturale, gastronico, artistici. Nel giro di pochi mesi acquistano una cascina per avviare un progetto sociale e in quest’occasione si uniscono Stefano, con la compagna Ivana e il loro figlio. La ristrutturazione avviene con materiali che si trovano in loco: terra cruda, legno, bottiglie di vetro, scarti di piastrelle, sanitari di recupero e il risultato è davvero sorprendente.

Una giornata nell’ecovillaggio LaCasaRotta

Al  piano terra viene realizzato un salone ampio che ospita la sede del circolo culturale, una cucina professionale e una dispensa, al primo piano una cucina e un salotto comune dove ci si ritrova a raccontarsi la giornata, all’ultimo piano le camere da letto per i tre nuclei familiari più la stanza per ospitare i volontari del progetto.

 

Una bellissima terrazza in pieno sole e tante finestre completano il quadro di un ambiente immediatamente accogliente, fatto di tanti oggetti, disegni e colori avvolgenti. Fuori in uno spazio ampio e sicuro giocano i bambini circondati dal paesaggio langarolo. Arturo, mio figlio, lo perdo immediatamente, affascinato dai cani che lo accolgono scodinzolando.

Perché CasaRotta? chiedo a Michela. “Perché la casa è un luogo, fisico, bello, accogliente. Ed è rotta perchè è la rottura degli schemi e delle forme che interessa i giovani pionieri: trovare nuove “rotte” ovvero nuovi orizzonti, direzioni e paradigmi più umani e sostenibili.”

Al progetto di cohousing, ora “diffuso” poiché altri aderenti al progetto hanno acquistato e stanno acquistando altri ruderi adiacenti, in questi anni si è quindi aggiunto un circolo-bistrot-culturale e un progetto agricolo sostenibile.

Nel 2015, Stefano e la sua famiglia hanno deciso di dedicarsi totalmente all’agricoltura e sono stati acquistati 8 ettari di terreno da coltivare, si sono quindi trasferiti in una nuova casa adiacente ai terreni ed è nata l’azienda “Nuove Rotte” improntata sul modello dell’organismo ovvero un metodo che valorizza la biodiversità (sia colturale che varietale).

Stefano, che ironia della sorte di cognome fa Vegetabile, spiega che “vengono coltivati cereali, frutta e verdura con metodo biologico e biodinamico. C’è una piccola vigna e ci sono galline e pecore che “tagliano l’erba” e concimano il terreno. La logica che muove le coltivazioni non è la massimizzazione della produzione ma la costruzione di ecosistemi equilibrati e sempre più ricchi”.

Molte persone entrano a far parte del progetto dell’ecovillaggio nelle Langhe attraverso piattaforme come  WwoofWork Away, ovvero in cambio della loro manodopera viene offerto loro vitto e alloggio. Moltissime famiglie e giovani da tutta Europa/Mondo si sono avvicendati in questi anni, alcuni per fare un’esperienza altri per cercare l’ispirazione ad un cambio di vita più profondo e radicale.

Come si fa a vivere in un ecovillaggio?

Entrare a far parte di un’ecovillaggio non è né semplice, né repentino, non è una scelta che si può fare a cuor leggero sull’onda dell’entusiasmo o, come dicevo prima, perché ci sembra che la vita di città ci sta stretta. Occorre una presa di coscienza più profonda, la volontà di mettersi davvero in gioco e di farlo con altre persone: tutti gli abitanti dell’ecovillaggio si radunano una volta a settimana, per dare vita a dei cerchi operativi che permettano di confrontarsi sulla visione generale del progetto e almeno una volta ogni due o tre mesi organizzano un cerchio sul “come sto”.

Come vivono i bambini in un ecovillaggio come LaCasaRotta

L’ecovillaggio nelle Langhe mi ha conquistato. Prima di lasciare (a malincuore) LaCasaRotta ho rivolto a Michela un’ultima domanda: come vivono i bambini in un eco villaggio?

mi ha risposto che quelli che ci vivono da sempre, sono naturalmente abituati alla condivisione degli spazi, dei giochi e ad essere liberi di muoversi in assenza di pericoli esterni, sono un po’ selvatici e ne vanno fieri. Quelli che vengono “trapiantati” in questo contesto, hanno un’iniziale difficoltà di adattamento ma dopo poco tempo apprezzano l’autonomia che i genitori gli concedono: si muovono tra la casa e l’azienda con familiarità zaino e borraccia in spalla. Qualcuno ha già manifestato la volontà di fare il pastore da grande.

Ecovillaggio nelle langhe LaCasaRotta

La Casa Rotta non è una comunità intenzionale, con regole strette, non sono banditi film e videogiochi anche se, ovviamente, è prediletto e incentivato uno stile di vita all’aperto. Alcuni dei più piccoli sono in homeschooling, ma anche questa non è una scelta obbligata.

Il vero valore aggiunto di vivere in una casa aperta, dove si avvicendano persone da tutto il mondo è sicuramente la possibilità di toccare con mano culture e abitudini diversi. Un viaggio stando fermi nel salotto di casa propria. Che gran fortuna, ho pensato.

Se siete interessati a saperne di più sull’ Ecovillaggio nelle Langhe e a sperimentare per un giorno la vista alla CasaRotta controllate sul loro sito internet quando vengono organizzati gli Open day e gli abitanti saranno bene lieti di condurvi in un viaggio conoscitivo del loro progetto.

 

  • Dove:
  • Fraz. San Bartolomeo 94/96
  • 12062 Cherasco (CN)
  • Claudio 3336660221
  • Michela 3393812950
  • casa.rotta@yahoo.it

 

Per informazioni ed acquisti sui loro prodotti:

  • Stefano 3336861486
  • terra.nuoverotte@gmail.com

Autore: Elena Marcon

Elena Marcon, amante del buon cibo e dal buon vino e mamma di Arturo. Organizzatrice seriale di gite e viaggi  

Lascia un commento

Your email address will not be published.

You may use these <abbr title="HyperText Markup Language">html</abbr> tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*