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Cocconato d’Asti con picnic a kmzero al Parco dell’alberone

Si può fare un picnic primaverile in un bel parco e visitare uno dei borghi più belli d’Italia tutto nello stesso giorno?S i, si può! A Cocconato d’Asti, a meno di un’ora da Torino, abbiamo sperimentato la gita di famiglia perfetta: picnic con prodotti piemontesi (tutti a km zero) di Cascina Rosengana consumato dopo una passeggiata nello splendido Parco dell’Alberone e nel pomeriggio visita al centro storico del paese con tappa al food truck della medesima cascina per un gelato super!

Cocconato, una giornata all’aria aperta

Coccoanto

Volevamo trascorrere una giornata all’aria aperta con altre famiglie in un luogo senza pericoli dove i bambini potessero muoversi liberamente e al tempo stesso visitare un borgo ricco di storia con una bella vista sulle colline del Monferrato ed è stato possibile conciliare tutto grazie ad un po’ di organizzazione e a una tappa all’ufficio del turismo locale.

E’ li che si possono trovare informazioni, mappe e idee di percorsi da effettuare per la visita del centro storico di Cocconato, è lì che incontriamo Matteo con i nostri picnic già pronti ed è lì che Anna ci racconta il territorio e iniziative che si ripetono ogni anno (Fiera di San Marco, Cocco Wine e Cocco cheese, senza dimenticare il Palio).

Passeggiata adatta a tutti al Parco dell’Alberone

Noi abbiamo scelto di dirigerci subito al Parco dell’Alberone, un parco forestale che si trova solo a 1,5 km dal centro storico, raggiungibile anche a piedi. Il parco è stato ideato e fatto realizzare dal prof. Giuseppe Conrotto, recentemente scomparso, per ricerca ed amore verso il territorio e per la fruizione ecostostenibile dei boschi.

Si accede al Parco attraverso l’ingresso pedonale in legno arrivando subito all’Accoglienza, la prima delle strutture in legno e vetro che caratterizzano il percorso, dette anche stazioni. L’impressione è quella di una grande casa sull’albero, in realtà è una struttura a balconata con all’interno il progetto del Parco e la sua filosofia, varie mappe e un approfondimento sulla peculiarità dell’area. L’idea perseguita da Conrotto con l’aiuto dei suoi familiari è la valorizzazione della flora locale spontanea; piante di medio e grande fusto, cespugli, sottobosco, cioè la flora che nasce, vive e muore nel territorio, frutto di una ricerca capillare.

Inizia da qui il percorso ad anello di circa 2500 metri, strutturato in stradine comodamente percorribili sulle quali si affacciano le segnaletiche che descrivono gli esemplari dal punto di vista scientifico e storico con aggiunte le curiosità che ogni esemplare esprime. Uno stimolo per i bambini a camminare e fare l’intero percorso viene proprio dalla curiosità che le diverse stazioni  e la cartellonistica suscitano: qui si riconosce un faggio, là un ciliegio o  un pruno, ogni cartello è da leggere per imparare tutto sul mondo naturale spontaneo di questo ambiente caratteristico del Monferrato.

Proseguendo nella passeggiata, a metà percorso, dopo alcune curve e un po’ di discesa incontriamo la seconda stazione che si affaccia su uno specchio d’acqua (purtroppo asciutto in questo momento). Qui troviamo un ampio tavolo su cui fare attività didattiche o pranzare e una sorta di palafitta-ponte che permette di attraversare interamente il piccolo bacino lacustre.

Qualche fotografia e via alla ricerca di uno spazio verde su cui stendere le nostre coperte e apparecchiare per il picnic.

Picnic con prodotti a chilometro zero della Cascina Rosengana

Lo troviamo poco più avanti: davanti a noi si apre un’ampia radura e un bellissimo prato primaverile perfetto per addentare le squisitezze preparate da Cascina Rosengana. Panini con frittate di erbette, focacce al prosciutto e robiola (naturalmente di Cocconato), un arrotolato piemontese (una sorta di kebab di vitello) e qualcuno ha scelto di sperimentare il cono Gela Monfrà (una cialda di riso venere con all’interno la tipica carne cruda battuta al coltello e maionese al rafano): se volete provare un picnic con prodotti local vi consigliamo di contattarli e di visitare il loro agriturismo dove potete anche assistere alla mungitura delle mucche (Via E. Liprandi, 14023 Cocconato AT, 0141 907857) e acquistare le robiole freschissime.

Dopo una lunga pausa tra chiacchiere e giochi riprendiamo la strada per concludere il giro ad anello che conduce alla terza stazione, quella panoramica: si riprende a salire sempre accompagnati dai cartelli che identificano gli alberi principali, una breve discesa anticipa la terza struttura di legno affacciata sulla piccola valle che ospita il laghetto e da cui si può ammirare la collina di Cocconato. Poco più avanti un bivio permette di scegliere come tornare all’ingresso: per una via più lunga e dolce o inerpicandosi su per un dosso panoramico.

L’intero giro si può compiere in un’ora e mezza, non consiglio il passeggino perché ci sono alcuni dislivelli e la strada è tutta sterrata. Sono presenti servizi igienici.

Dove:

  • Strada degli alberoni 2 Cocconato (AT) 14023
    Info. +39 0141 097040 – info@lalberone.it
  • Orari di apertura: 8:00 am to 8:00 pm

Cocconato D’Asti uno dei borghi più belli d’Italia

Non potevamo lasciare Cocconato senza una visita al suo centro storico e una tappa al food truck di Cascina Rosengana (compresi nel picnic c’erano dei buoni per un gelato: scelta tra due gusti fiordilatte e yogurt, ma topping spettacolari fatti con frutta fresca di stagione, crema di nocciole km zero, crumble, gocce di cioccolata).

Ci siamo così avventurati lungo le stradine di questo borgo monferrino, dal 2019 entrato a pieno titolo tra i “borghi più belli d’Italia”: ci hanno colpito le vecchie botteghe, i portici gotici e le piante quasi marittime che spuntano un po’ ovunque.

Situato a 491 metri sul livello del mare, grazie alla sua posizione geografica, Cocconato gode di un clima particolarmente mite che favorisce la crescita di piante tipiche di altitudini meno elevate, come le palme, gli ulivi e le mimose. Questa caratteristica le è valsa il soprannome di “Riviera del Monferrato”. Dalle sue balconate si ha un’ampia vista su panorama monferrino e nei giorni tersi come quello di cui abbiamo goduto noi si scorgono chilometri delle dolci colline che caratterizzano questa zona del Piemonte.

Noi abbiamo vagato senza una meta precisa, inerpicandoci fino alla chiesa parrocchiale e ammirando la bellezza delle case ricoperte di edera e godendo di un profondo silenzio ma se volete costruire un percorso d’arte potete rivolgervi all’ufficio del turismo presso il quale sono presenti vari depliant con alcune idee di percorso.

 

Author: Elena Marcon

Elena Marcon, amante del buon cibo e dal buon vino e mamma di Arturo. Organizzatrice seriale di gite e viaggi  

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