panettone racca

Il nostro viaggio nelle tradizioni piemontesi continua con il re dei dolci natalizi: il panettone. Non un panettone qualsiasi, quello che qui a Torino in questo periodo inizia ad essere sulla bocca di tutti, quello che compravano i nostri nonni e poi i nostri genitori per fare “bella figura” con i parenti. Si proprio lui, il classico (o il nocciolato) della Pasticceria Racca.

bambino fa mosaico

Musei sono chiusi ma non ci lasciano soli: c’è chi offre un tour virtuale vero e proprio e chi una rassegna fotografica delle proprie collezioni d’arte. Sono modalità che diventano l’occasione per visitare i più famosi musei, castelli e siti del Piemonte direttamente online. Ma non solo, moltissime solo le attività digitali per grandi e piccini. Eccole qui raggruppate tutte le proposte per trascorrere le lunghe domeniche casalinghe con le attività dei muesi online in Piemonte.

scatola di torrone artigianale di Davide Barbero

 

Uno dei ricordi più vivi che ho del Natale quando ero bambina è mia nonna che, alla fine del luculliano pranzo del 25 dicembre, dopo la frutta, i dolci e la frutta secca, mette in tavola una stecca di torrone e tutti i commensali, sebbene “pienissimi” “basta, basta, pietà” “non mi sta più nemmeno uno spillo”  tendono la mano per farsene dare un pezzetto e far scrocchiare felici le mandibole. Quel torrone, non era un torrone qualunque: era il torrone artigianale di Davide Barbero , azienda a conduzione familiare e produzione artigianale di Asti che lo scorso fine settimana ha acconsentito a svelarci tutti i segreti di un prodotto che mantiene la stessa ricetta da 150 anni (quasi 200, come è emerso da recenti documenti).

cioccolatini

 

Natale si avvicina e nelle case piemonesi si sente odore di cioccolato e nocciole. Ma  qual è il segreto del cioccolato torinese? Iniziamo un viaggio nelle tradizioni piemontesi di Natale e iniziamo da un’eccellenza: il maestro cioccolatiere Guido Castagna.  Seguiteci alla scoperta di come nascono i giuinott, i cremini, le creme spalmabili …

Tutto è nato da una fotografia. In un gruppo di amanti delle gite fuori porta in Piemonte qualcuno ha postato la sequenza di cerchi che vedete nella fotografia di copertina: un bellissimo esempio di land art ma anche, mi è parso, l’apertura della porta di un’altra dimensione. “Una porta che di questi tempi attraverserei molto volentieri”, ho pensato. Devo trovarla. Così approfondendo la ricerca, ho scoperto dove si trova: è il sentiero del Sarvanot in Val Grana. E ho scoperto anche  chi  è l’autrice. E mi si è davvero aperta una porta: un mondo molto più antico e complesso è venuto alla luce, fatto di folletti, leggende, boschi incantati e soprattutto di una bella comunità montana a un’ora e mezza da Torino.

trattoria Aquila Nera di Monterosso Grana

 

Dove dormire in Val Grana? Io di alberghi so poco, anzi pochissimo. Per le mie vacanze (e poi le nostre come coppia e successivamente come famiglia) ho sempre scelto di cercare ospitalità presso persone del posto o case in affitto, un po’ per conoscere le storie di chi in quei luoghi ci vive, un po’ perché dopo aver visitato tutto il giorno mi piace l’idea di cucinarmi una piatto caldo e rilassarmi in un ambiente intimo.Questa volta abbiamo scelto, complice la settimana stressante e la voglia di farci coccolare, di pernottare e cenare presso un’affittacamere con locanda annessa: la trattoria Aquila Nera di Monterosso Grana.

“Oh, che bel castello
Marcondirondirondello
Oh, che bel castello
Marcondirondirondà”

Con questa canzoncina che ci accompagna fin da piccoli e che ancora oggi canto alla piccola Petra mentre lei batte le manine, vi faremo scoprire i più bei castelli del Piemonte che ci ricordano come siamo terre di grande storia e di grandi battaglie, terre romantiche ed esoteriche: non sarà il solito elenco, potrete infatti trovare “il più famoso”, “il più natalizio” , “il più labirintico” , “il più infestato” e tantissimi altri castelli che vi stupiranno e che vi faranno venire voglia di andare a scoprirli.

bambino al Castello di Monteu Roero

 

Avete mai visto il Castello di Monteu Roero con i bambini? Siamo nel cuore del Piemonte. La gita della domenica per noi è un miraggio. La aspettiamo tutta la settimana. Da quando non le limitazioni ai viaggi si sono fatte più stringenti, è diventata ancora più importante perché è la nostra finestra sul mondo, quel giorno che spezza una settimana routinaria fatta di casa/scuola/lavoro/parchetto.

Museo del paeseggio sonoro con i bambini

 

Musei e bambini. Fino a qualche anno fa sembrava un binomio improponibile, un ossimoro, un luogo noioso da cui stare alla larga con i figli piccoli. E invece molte amministrazioni hanno scommesso sull’ampliamento dell’attività didattica e sulle attività per bambini e i musei si sono trasformati in posti belli da vedere e da vivere anche per i nostri figli. Io, che non amo molto giocare in senso stretto, sono sempre alla ricerca di un compromesso tra ciò che può interessare a me e  ciò che può coinvolgere anche il quasi quattrenne  Arturo e la scorsa domenica siamo riusciti a visitare un piccolo gioiello della provincia di Torino: il Museo del paesaggio sonoro.

ferrovia turistica Vigezzina Centovalli

 

“Emotions recollected in tranquillity” scriveva William Wordsworth nel 1804 ovvero le emozioni (da cui si genera la poesia) vengono richiamate solo in un clima tranquillo, contemplando la natura. Quanto siano vere ed attuali queste parole abbiamo avuto la fortuna di sperimentarlo questo fine settimana percorrendo la ferrovia Turistica Vigezzina Centovalli, a bordo di quello che, in questo periodo dell’anno, si trasforma nel treno del foliage.

1 2 3 5