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A Castellar gli Spaventapasseri fanno festa

spaventapasseri

Lo sapevi che a Castellar gl ispaventapasseri hanno il loro regno segreto? In una tipica domenica primaverile piemontese, dove la pioggia arriva puntuale nel weekend, siamo stati in una piccola frazione di Saluzzo di nome Castellar.  “Somewhere over the rainbow” ci siamo imbattuti in un paese costellato di spaventapasseri, personaggi costruiti per tenere lontani gli uccelli dalla semina e chiamati in piemontese “ciuciu” ovvero pupazzi.

A Castellar, Spaventapasseri in festa

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Questo mondo fantastico potrete scoprirlo durante la festa (1-8 maggio 2022) e per tutto il mese di Maggio grazie all’Associazione “Lo Spaventapasseri” che dal 2009 ne organizza la festa “Lo spaventapasseri che veglia sul campo di grano vale molto perché custodisce la vita che nasce…”

Castellar è una piccola frazione di Saluzzo, all’inizio della Valle Bronda dominato da un Castello del XIV secolo ricco di merletti finestre bifore ed un ponte levatoio.

Arrivati abbiamo lasciato la macchina nel piccolo parcheggio all’inizio del paese, prima del ponte, e ci siamo incamminati verso il campanile del Paese. Già dai primi passi ci siamo accorti di quanto questa tradizione sia sentita: ogni casa, ogni famiglia, ogni associazione, scuola o ente  presente sul territorio ha lasciato il suo contributo con uno spaventapasseri. Sono centinaia: piccoli, grandi, di paglia, di ferro, che prendono il sole, fanno i dj, vanno in vacanza in macchina con il proprio cane, giocano a calcetto o ti salutano.

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Petra ha iniziato una grande caccia al tesoro, meravigliata da quanti spaventapasseri riusciva a scoprire: dai piccolissimi a quelli più nascosti.

A Castellar, c’è una sola strada e un castello

C’è una sola strada a Castellar quindi non potrete sbagliarvi: prendetela e proseguite fino al castello. La strada sarà in salita ma risulta facile e affrontabile anche con il passeggino perché  asfaltata; ai lati troverete ad accogliervi tutti personaggi di fantasia che gli abitanti (ma non solo) di Castellar hanno inventato.

Fermatevi inoltre all’interno della piazzetta alla Cantina Produttori Pelaverga  per assaggiare il vino rosso  DOC tipico della zona, molto antico e divenuto famoso quando nel 1500 Margherita di Foix (marchesa di Saluzzo) fece dono di questo vino al Papa Giulio II della Rovere, che ne rimase entusiasta.

Il paese è piccolino e noi abbiamo fatto il giro completo in un’oretta, se vi viene fame potete fermarvi all’Alimentari a farvi fare un panino di salame o al ristorante “Sarvanot” proprio davanti.

Se invece volete fare ancora tappa a Saluzzo e salire fino alla Castiglia da cui si gode una vista mozzafiato vi consigliamo “La Taverna San Martino”, cucina a km0 e piatti non scontati.

Come costuire da soli un vero spaventapasseri

Vi lasciamo anche le istruzioni, che fornisce l’associazione, per costruire il  vostro spaventapasseri:

“Costruire uno spaventapasseri è molto semplice, ci vogliono solo alcune accortezze.

Si può optare per la versione classica, partendo da una croce di legno su cui si lavora e che verrà piantata nel terreno.
Se il personaggio rappresenta un essere umano con le gambe, è necessario lasciare il bastone verticale più lungo delle gambe di almeno 50 cm (per evitare che queste sembrino serpentelli poggiati sul terreno …).

Quando si è deciso quale tipo di spaventapasseri si vuole costruire, bisogna ricordarsi che questi personaggi verranno sistemati all’aperto, nel loro habitat naturale. Pertanto la scelta dei materiali è fondamentale per renderli capaci di affrontare le intemperie!

Quindi:
• SI’ a plastica, legno, paglia, vestiti, iuta, ferro, alluminio … TUTTI POSSIBILMENTE RICICLATI!
• NO a carta e cartone in tutte le varianti.
• Non va bene neppure la cartapesta (anche se verniciata) perché l’acqua viene comunque assorbita (specialmente se si tratta di pioggerella!) L’unico tipo di “carta” che regge bene qualsiasi agente atmosferico è quella delle uova di Pasqua!

Altra cosa: se si vuole imbottire i corpi dei propri personaggi con i giornali è importante metterli in sacchi di plastica.
Un ultimo consiglio: se si è alle prime armi è meglio optare per uno spaventapasseri semplice, essenziale ma con una struttura robusta che non crolli al primo colpo di vento! “

Questi sono i loro suggerimenti e quindi anche noi, con Petra, ci metteremo all’opera e costruiremo il nostro spaventapasseri da mettere nel giardino dei nonni!

Buon divertimento!

 

  • Contatti dell’associazione
  • 39 0175.76196 o  spaventapassericastellar@pec.it

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